Abbiamo fatto la storia.

 

 

 

Quella del ‘fuori famiglia’ è una delle questioni più spinose per chi, come noi, vede quante e quali difficoltà vi siano per gli oltre tremila ragazzi che ogni anno, compiuti i diciotto anni, escono dalle comunità per intraprendere una vita autonoma. L’assenza di politiche specifiche su questo tema si è tradotto, per troppi dei ‘nostri’ ragazzi, in un percorso verso la marginalizzazione e il disagio, dove spesso l’investimento (in ogni senso) fatto su e con essi durante la vita in comunità è andato disperso.


Abbiamo deciso che non si poteva, non di doveva continuare così: abbiamo unito le forze e le idee con Agevolando e Terra dei Piccoli per avere più voce, abbiamo coinvolto in un Comitato due coordinamenti nazionali di settore (CNCA e CISMAI), associazioni importanti e motivate (Progetto Famiglia e SOS Villaggi dei Bambini Onlus). Abbiamo chiesto e ottenuto il sostegno dell’Autorità nazionale Garante infanzia e adolescenza, del CNCM e del gruppo #5buoneragioni.

 

Abbiamo macinato chilometri, investito tempo ed energie nel confronto con il mondo politico e con il Governo: abbiamo parlato tanto affinché l’Italia facesse, per la prima volta in questo ambito, qualcosa per allinearsi ai Paesi europei che da tempo riconoscono ai loro ragazzi ‘fuori famiglia’ il diritto a un percorso.

Siamo stati ascoltati e, per la prima volta, è stato inserito nella Legge di Bilancio un emendamento per stanziare i fondi necessari all’avvio di un percorso sperimentale per ‘accompagnare’ e sostenere fino ai 21 anni i maggiorenni in uscita dalle comunità: con noi ci hanno creduto i Senatori firmatari Mattesini, Ferrara, Amati, Collina, Albano e Fasiolo, ma anche la Vicepresidente della Commissione Bicamerale infanzia e adolescenza Zampa, del Sottosegretario al Lavoro e alle politiche sociali Bobba e alla Sottosegretaria alla Presidenza del Consiglio Boschi. 

 

Ora che la commissione Bilancio l’ha approvato, guardiamo con fiducia al voto in Aula affinché questo provvedimento di civiltà e giustizia sociale diventi realtà e aiuti i ragazzi ad avere il futuro a cui hanno diritto.

Perché, al principio e alla fine di tutto, non ci sono i chilometri, le telefonate, le discussioni, le trattative e neanche la soddisfazione per il risultato ottenuto, ma loro.

COMUNICATO STAMPA:

 

Risultato senza precedenti per migliaia di ragazzi in Italia. Nella seduta di ieri mattina, lunedì 27 novembre, la Commissione Bilancio del Senato ha approvato all’unanimità l’emendamento alla Legge di Bilancio che dispone un fondo sperimentale di 15 milioni di euro per il sostegno al percorso di autonomia dei giovani “fuori famiglia”, in uscita da comunità per minorenni o percorsi di affido familiare, prevedendo continuità nell’assistenza fino al 21esimo anno di età.

Un traguardo storico che premia il lavoro delle associazioni, in particolare la collaborazione tra Agevolando, Fondazione Domus De Luna e Terra dei Piccoli che hanno dato vita al Comitato nazionale dei neomaggiorenni “fuori famiglia” a cui partecipano due coordinamenti nazionali (Coordinamento nazionale comunità di accoglienza CNCA e Coordinamento italiano dei servizi contro il maltrattamento all’abuso e all’infanzia CISMAI) e due associazioni (Progetto Famiglia e SOS Villaggi dei Bambini onlus). Un lavoro sostenuto anche dall’Autorità nazionale Garante infanzia e adolescenza e da altre organizzazioni nazionali.

L’Italia si avvicina così finalmente agli altri paesi europei in ambito di riconoscimento dei diritti di questi giovani. Circa 3.200 ragazzi ogni anno che escono da percorsi di accoglienza in comunità, case-famiglia o famiglie affidatarie. Una proposta che va finalmente a sanare una situazione inaccettabile, che oggi alimenta il circolo vizioso della marginalizzazione e vanifica gli effetti dell'investimento che lo Stato sostiene per promuovere la crescita individuale di ciascun bambino e adolescente senza o fuori famiglia.

L’emendamento è stato presentato e sostenuto dai senatori Mattesini, Ferrara, Amati, Collina, Albano e Fasiolo in stretta collaborazione con la vice presidente della Commissione Bicamerale infanzia e adolescenza Sandra Zampa e con il Sottosegretario al Ministero del lavoro e delle politiche sociali Luigi Bobba e la Sottosegretaria di Stato alla Presidenza del Consiglio dei Ministri Maria Elena Boschi.

“Crediamo che forte impulso all’approvazione di questo emendamento sia arrivato grazie alla voce dei ragazzi ‘fuori famiglia’ che attraverso la creazione del ‘Care leavers network’ hanno portato all’attenzione della politica e della cittadinanza le loro istanze”, spiegano le organizzazioni. “Ora, una volta che come ci attendiamo l’emendamento sarà definitivamente approvato dalle due camere, ci aspetta un triennio importante di lavoro a favore di questi ragazzi per rendere strutturale ed efficace questo sostegno dovuto e necessario da parte dello Stato”.

 

L’EMENDAMENTO

Fondo per la crescita e l'assistenza dei giovani fuori famiglia

        1. Al fine di prevenire condizioni di povertà ed esclusione sociale di coloro che al compimento della maggiore età vivano la propria vita fuori dalla famiglia di origine sulla base di un provvedimento dell'autorità giudiziaria, nell'ambito della quota del Fondo per la lotta alla povertà e all'esclusione sociale, di cui all'articolo 7, comma 2, del decreto legislativo 15 settembre 2017, n. 147, viene riservato, in via sperimentale, un ammontare di 5 milioni di euro per ciascuno degli anni 2018, 2019 e 2020, per interventi, da effettuarsi anche in un numero limitato di ambiti territoriali, volti a permettere di completare il percorso di crescita verso l'autonomia garantendo la continuità dell'assistenza nei confronti degli interessati, sino al compimento del 21º anno d'età.

        2. Con decreto del Ministero del lavoro e delle politiche sociali, sentito il Ministero dell'istruzione dell'università e della ricerca, previa intesa in sede di Conferenza unificata, sono stabilite le modalità di attuazione di cui al comma 1»

 



 

   

 

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