La bestia di Napoli

La Giustizia questa volta non ha aspettato anni per chiudere una vicenda terribile, quella del pedofilo di Napoli, Paquale Modestino. Riportiamo sotto quanto pubblicato in breve da Il Mattino e attendiamo di poter leggere la sentenza. Sì, perché ci sono tanti aspetti da chiarire in questa storia, come in molte delle storie di abuso ai danni dei più piccoli.
Con Massimiliano Frassi di Prometeo e Marco Marchese di Ams, noi di Domus de Luna scrivemmo all'epoca dei fatti una lettera al Presidente Berlusconi e al Ministro Alfano, facendoci portavoce di quanto molte delle organizzazioni che nel nostro paese lottano contro la piaga dei pedofili a piede libero, si chiedevano. La lettera non ha mai avuto risposta e diventa oggi ancora più urgente perché chi vuole realmente il bene dei nostri ragazzi non può non interrogarsi sul "sistema" e sulle persone che hanno permesso il verificarsi di quella violenza - e di molte altre simili purtroppo.
Noi ci chiedevamo e ci chiediamo ancora se fosse vero che (citazione di seguito della lettera di marzo):

.." il pedofilo Pasquale Modestino fosse a piede libero perché nel precedente procedimento la piccola vittima, dopo tre anni di indagine, sarebbe caduta in contraddizioni durante un confronto con il presunto abusante (cosa aspettarsi da una bambina così piccola che continua ad essere a contatto con il suo orco durante le indagini, a cui si chiede di ripetere a distanza di anni e con dovizia di particolari le accuse mosse quando si trovava in ospedale per le violenze subite?)".
E se fosse altrettanto vero che " il pedofilo Pasquale Modestino convivesse ancora, seppure saltuariamente, con la piccola nipotina che aveva denunciato (dove erano i servizi sociali di riferimento? E il giudice del tribunale dei minori che dovrebbe aver seguito il caso?)".

Concludiamo oggi come facemmo a marzo, ricordando al Presidente Berlusconi e al suo ministro Alfano che quasi tutte le storie di violenza contro i bambini di cui ci occupiamo sono stati commessi da parte di persone in libertà nonostante una condanna già avuta per abusi.
Sono violenze che si possono e si debbono evitare.
Senza strombazzare sui media di castrazioni chimiche e non chimiche.
E iniziando con il dare risposta ai quesiti del nostro appello di marzo.

 

da IL MATTINO DI NAPOLI

18 anni all'orco dell'Arenaccia
A febbraio violentò un dodicenne

Napoli (3 novembre) - Il Tribunale di Napoli ha condannato oggi in primo grado a 18 anni di reclusione per violenza sessuale, sequestro di persone e lesioni, Pasquale Modestino, 53 anni, un operaio del Servizio fognature del Comune di Napoli che conviveva con la nonna di un compagno di giochi della vittima. Il pedofilo fu arrestato nel febbraio scorso con l'accusa di aver violentato, in un sottopasso di piazza Carlo III, un ragazzino che era il compagno di giochi di un suo nipotino.

La polizia arrivo all'identificazione dopo appena pochi giorni dal fatto anche grazie al preciso racconto che la vittima fece, fornendo dettagli risultati decisivi.

Il tribunale di Napoli (settima sezione) ha accolto la richiesta di condanna avanzata dal pubblico ministero senza concedere all'imputato attenuante «in considerazione dell'estrema violenza e delle sofferenze fisiche - si legge in una nota della Procura - inferte dall'imputato al durante durante le fasi dell'aggressione».

 

Leggi "La lettera aperta ancora in attesa di una risposta"

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