Quando la Giustizia va in vacanza. E i pedofili no.

 

Potrebbe essere un vero e pericoloso pedofilo. Oppure no. Di certo la Giustizia ha tempi e procedure ormai cosi' lontane dai bisogni delle persone reali da divenire paradossali. Soprattutto quando si tratta di difesa dei minori, di modalita' di intervento a difesa dei loro diritti, soprattutto in casi di violenza e abuso... ma come si fa ad aspettare tre mesi prima ancora di partire a considerare una questione cosi' urgente?

L'UNIONE SARDA di Giovedì 09 luglio 2009.

Madre di una bambina di otto anni ha inutilmente denunciato le molestie subite ripetutamente dalla figlia «Quel pensionato è un pedofilo».
Drammatica denuncia della donna dopo l'aggressione. L'uomo è un vicino di casa ed è stato denunciato dalla donna dopo il primo episodio, ma la causa verrà esaminata solo a settembre.
«C'è un pericoloso pedofilo a piede libero e io, madre della bambina di otto anni molestata, e il mio compagno siamo stati arrestati solo perché abbiamo difeso la piccola dalle ripetute aggressioni». È una disperata denuncia quella di una giovane mamma che da qualche mese vive con l'incubo del pedofilo della porta accanto. Il turpe episodio ha per teatro un quartiere popolare della periferia cittadina. «Quel mostro vive a poche decine di metri dalla mia casa - aggiunge la donna - io la bambina siamo costretti a passargli davanti ogni giorno».
LA DENUNCIA La donna non sa darsi pace perché, spiega: «Quando la bambina per la prima volta mi ha raccontato delle turpi attenzioni subite da parte di quell'uomo, ho immediatamente denunciato il fatto chiedendo che almeno, in attesa degli sviluppi dell'inchiesta, questo individuo venisse allontanato dalla zona, che fosse messo in condizioni di non molestare più la bambina. Invece il giudice ha disposto che la bambina sia interrogata a settembre, per raccontare la sua storia, ma al pedofilo non è stata applicata alcuna misura».
L'AGGRESSIONE Quella che ha fatto finire in cella e agli arresti domiciliari i due protagonisti della vicenda non è stata la prima aggressione: «L'altra volta gli ho messo le mani addosso io da sola - racconta la giovane mamma - perché la bambina mi ha raccontato che il pedofilo aveva cercato di attirarla dentro la sua abitazione. Non ci ho visto più». E quando è successo un'altra volta e la bambina lo ha raccontato al mio compagno, è stato lui a mettere le mani addosso a quell'individuo. Credo che chiunque altro avrebbe fatto lo stesso, se non peggio».
LA BAMBINA La piccola vittima del turpe episodio è stata allontanata dalla casa ed ora è al sicuro protetta da alcuni parenti. «Invece che andarsene lui, se n'è dovuta andare lei - prosegue accorata la donna - ma intanto i danni psicologici ci sono stati e sono pesanti. La bambina ha continue crisi, non sopporta la presenza di alcun uomo, chiunque sia, è fortemente turbata, come lo siamo tutti noi. Siamo sull'orlo di un collasso nervoso e questo arresto non ha fatto che peggiorare le cose. Da vittime ci hanno trasformato in colpevoli, mentre un pedofilo schifoso viene lasciato libero di agire. Nel vicinato ci sono decine di bambini, chissà se a qualcun altro è toccata la stessa sorte di mia figlia, è un pensiero che aggiunge ulteriore angoscia a quella che già avevo».
L'ANTEFATTO La vicenda ha registrato l'ultimo episodio in ordine di tempo a metà giugno è venuta alla luce martedì scorso, quando il gip del tribunale di Nuoro ha emesso un ordine di custodia cautelare nei confronti della coppia, assegnando però la donna agli arresti domiciliari. Le accuse contestate ai due sono pesanti ed arrivano fino a quella di tentato omicidio. Il pensionato bersaglio del pestaggio, ricoverato in ospedale vista la gravità delle lesioni riportate, ha sempre dichiarato di non conoscere i motivi dell'aggressione. Un alibi labile a confronto della rabbia di una madre disperata e ormai pronta a tutto per difendere la figlia dalle turpi attenzioni dell'uomo.

../aiutaci anche tu. Dona subito!