Solo in Irlanda?

 

 

Tra tutti gli articoli apparsi in merito allo scandalo suscitato dalla commissione governativa irlandese che ha indagato sui maltrattamenti e gli abusi sessuali commessi negli istituti minorili gestiti dalle congregazioni religiose cattoliche fino al 2000, quello di Contini spicca perchè unisce all’approccio serio e documentato una denuncia forte che è giusto discutere.  

Non si deve certamente fare di tutta l’erba un fascio e approfittare dei risultati dell’indagine irlandese per dire che l’intera parte del sistema di affidamento dei minori che è stato gestito (ed è spesso ancora oggi gestito) più o meno direttamente dalla Chiesa è marcio.

Spesso, soprattutto nei primi anni di Domus de Luna, ci veniva da pensare a cosa sarebbe stato della vita di tanti ragazzi se non ci fossero stati i religiosi, soprattutto quelli veri, quelli di strada.

Perché è giusto dire che aldilà delle responsabilità della Chiesa cattolica, in Italia, il vero assente nella cura dei minori che più hanno bisogno era ed è lo Stato – con il finto “welfare”, cresciuto in funzione  del voto di scambio e dell’interesse economico privato dando luogo all’imbarazzante sistema dei Servizi Sociali comunali e della Giustizia Minorile.

I nostri politici ed i nostri amministratori sono responsabili perché ci sono ragazzi che dormono sotto i ponti in giro per tutto il paese mentre enormi e vuoti sono a centinaia gli edifici a patrimonio pubblico non utilizzati, perchè le comunità per minori chiudono grazie ad un modello economico e amministrativo da barzelletta  che ne impedisce non un corretto funzionamento bensì proprio il funzionamento, perché chi maltratta e abusa dei nostri ragazzi può andarsene a spasso in attesa di essere giudicato trovando sempre una norma a garanzia dell’adulto, anche se abusante, perché i tempi della giustizia minorile sono incompatibili con il concetto stesso di crescita e sviluppo di un minore, figuriamoci di giustizia.  

Lo Stato, quindi, prima e più della Chiesa deve fare un passo avanti e ripensare al proprio ruolo nei confronti proprio dei veri “indifesi”, dei minori in situazioni di bisogno. 

Ma nel contempo non si devono negare o peggio nascondere i gravi casi in cui sacerdoti della Chiesa che avevano responsabilità importanti in istituzioni e servizi nati a favore di ragazzi si sono resi protagonisti di comportamenti criminali, di maltrattamenti e di violenze, fisiche e psicologiche. Né si deve far finta che il modello di intervento delle strutture religiose nate in seguito alla chiusura/riconversione per legge dei vecchi orfanatrofi funzioni, che non abbia evidenti lacune e spesso il fiato corto.

Per questo è importante il pezzo di Contini, ed è altrettanto importante che ognuno possa esprimere la propria opinione su quanto lui scrive. Perché dal confronto su questi temi e non dal silenzio può nascere qualcosa di buono. Per il futuro nostro e soprattutto dei nostri ragazzi. 

[Per chi vuole leggere il documento originale della commissione governativa irlandese: http://www.childabusecommission.com/rpt/pdfs/]

 

Per leggere il pezzo di F.Contini, clicca qui

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