Inclusione sociale, l'Europa chiede consiglio agli studenti

  

 

“Superare classi differenziate o scuole speciali per disabili” è l’appello dei ragazzi

Ragazzi di tutta l'Unione europea sono stati chiamati a raccolta nei giorni scorsi a Bruxelles, nella sede del Parlamento Europeo, per discutere di integrazione dei ragazzi con disabilità nelle scuole di ogni ordine e grado. È la terza volta dal 2003 che il Parlamento Europeo convoglia le opinioni e le esperienze dei giovanissimi su questo tema, per farne tesoro e impostare azioni mirate.

Un tema caldo, quello dell’inclusione scolastica degli allievi disabili, che ha differenti declinazioni nell'Unione, con paesi come la Germania o alcune realtà dell'Est dove, ancora, esistono classi differenziate e scuole speciali. Un modello che, secondo gli studenti, senza indugi “va superato”. Anche l'Italia ha presenziato all'incontro con una delegazione composta da tre studentesse con e senza disabilità.

I partecipanti di quest'anno sono stati divisi in gruppi di lavoro che hanno poi espresso le loro idee sui modelli necessari per integrare i compagni di classe con disabilità. La posizione comune espressa dai giovani europei è la necessità di "superare la segregazione dei disabili in classi differenziate, per passare a modelli di integrazione nelle scuole e nelle classi comuni, magari con attività laboratoriali specifiche pensate per le diverse disabilità".

Di tutto il lavoro svolto terrà conto l'Agenzia Europea che si occupa dei bisogni educativi speciali e che produrrà un documento di supporto ai governi per eventuali interventi. Fra le richieste, c'è anche quella di un momento di incontro fra mondo sanitario e mondo degli insegnanti. Uno scambio che “da noi, in Italia si effettua già attraverso la costituzione del Gruppo di lavoro sull’handicap (Glh) - spiega il dirigente del Miur Raffaele Ciambrone -: in Italia l'integrazione degli alunni con disabilità nelle classi comuni si realizza grazie alla legge 517 del 1977. Oggi siamo avanti rispetto ad altre realtà. Partecipare a eventi come questo è importante – commenta Ciambrone a proposito della convocazione degli studenti a Bruxelles -, è un'occasione per essere presenti in Europa e testimoniare il nostro impegno, ma anche per dare un contributo al miglioramento dei modelli educativi di tutta l'Unione".

Articolo a cura di Redattore Sociale.

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