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Illustrissimo Presidente, mi chiamo Ugo Bressanello e sono Presidente della
Fondazione Domus de Luna Onlus.
Se vogliamo concretamente occuparci di lotta alla
pedofilia e di tutela dei minori, non possiamo non farci
questa domanda: dove vivono i bambini e i ragazzi
vittime di maltrattamento, di incuria, di abuso?
Molti di loro, con l’intervento delle istituzioni, sono
allontanati dai genitori e affidati in comunità o in
altra famiglia.
Con Domus de Luna alcuni anni fa abbiamo incominciato a
occuparci di loro.
Inizialmente dei più piccoli, poi anche degli
adolescenti.
Talvolta anche delle mamme, spesso vittime della stessa
violenza anche loro.
Abbiamo aperto 4 comunità in Sardegna, dove accogliamo e
curiamo, in accordo con i servizi sociali e i Tribunali
per i Minorenni.
Dal 2008 ci siamo riuniti in una Federazione Regionale,
Isperantzia Onlus, che in due anni ha raccolto le
adesioni di 42 comunità che si occupano di minori e
mamme con bambini. Ci sono quasi 400 bambini, ragazzi e
mamme accolti e curati nelle case di Isperantzia.
Siamo quindi pieni di soldi. E fondamentalmente siamo
tutti disonesti e ladri.
Perché Illustrissimo Presidente, da alcuni anni ormai, è
questo il mantra mediatico che alcuni giornalisti “poco
attenti” e alcuni avvocati “senza scrupoli” ripetono
nell’assoluta indifferenza delle istituzioni.
A novembre 2009 ci fu Sequestri di Stato, il dossier di
Panorama:
Esclusivo - in Italia ci sono 32 mila bambini che la
giustizia ha tolto con la forza alle famiglie.
Per alimentare un business che vale più di 1 miliardo di
euro all'anno
(il business delle comunità per minori!).
Seguirono, soprattutto sulla Rai, diverse riprese di
questo pseudo dossier.
Noi, ladroni di denari pubblici e prima ancora di
bambini, cercammo di spiegare, soprattutto su Internet,
che forse era bene informarsi prima di scrivere
contenuti così sbagliati e pericolosi (si veda ad
esempio:
www.domusdeluna.it/articoli/20091119_panorama_reportage.html).
Ultimamente ci ha pensato La Repubblica [29 aprile] a
riprendere lo stesso tema (www.repubblica.it/cronaca/2011/04/29/news/inchiesta_italiana-15507476/?ref=HREC1-10):
Bambini in casa-famiglia, business da un miliardo
all'anno.
In Italia sono ventimila i minori ospiti di strutture.
L'affare consiste nel prolungare i tempi di permanenza.
Solo un piccolo su cinque è affidato a coppie in attesa.
Ed ogni volta è un problema vero.
Con i funzionari amministrativi che iniziano a guardarti
strano e a prendere ancora più tempo quando chiedi il
pagamento delle rette dovute per il mantenimento e la
cura dei minori.
Con i politici locali che fanno interrogazioni sul tema
nelle assemblee di loro riferimento, verbosamente ricche
tante quanto intellettualmente povere e pericolose.
Con vicini e volontari che ti fanno domande che non ti
avevano mai fatto prima.
Con altri che iniziano a guardarti storto e a parlare
male.
Perché loro hanno letto il giornale e visto la Tv.
E, secondo Lei, tutto questo come si traduce nella cura
dei minori accolti?
Per non parlare del fatto che alcuni dei più grandi (per
fortuna!) leggono e guardano i telegiornali.
E non è facile con un adolescente, spesso in crisi,
raccontare e discutere la Verità, quando i giornali e le
televisioni ne dicono un altra.
Solo su una cosa questi signori, che per il resto mi
auguro qualcuno un giorno richiami all’ordine, hanno
ragione. No, noi non siamo ricchi e non siamo ladri –
forse qualcuno lo sarà anche, ladro; ma di certo è un
ladro ben poco accorto, non è con le comunità per minori
che si fanno i soldi.
Però, quando si parla di questi minori allontanati dalla
famiglia di origine, è vero che non si sa bene chi sono,
dove sono, come stanno.
Non si conoscono e non sono disponibili a livello
nazionale queste informazioni, proprio di quei bambini e
di quei ragazzi di cui si dovrebbe avere maggior cura
non si ha traccia.
Su questa incuria nazionale, siamo forse tutti
d’accordo.
Nel 2006 qualcuno fu addirittura capace di dire che
“erano finalmente chiusi gli orfanatrofi, senza sapere
in realtà non solo Chi ma neanche Quanti minori c’erano
dentro. Il famigerato Istituto che doveva occuparsi di
monitorare il fenomeno affermava dopo la così detta
chiusura, agli inizi del 2007, che c’erano circa “circa
16 mila minori in comunità”. E poi aggiungeva che era un
dato da prendere con approssimazione, “più o meno del
15%”.
Vergogna nazionale.
Contro la quale, dal momento dell’istituzione, dal 2008,
stiamo lottando come Federazione Regionale di Comunità.
E contro la quale abbiamo una proposta molto concreta:
un’Anagrafe Protetta Nazionale per i minori fuori dalla
famiglia d’origine.
Noi l’abbiamo sviluppata, in Sardegna.
E’ in fase sperimentale nel territorio del Tribunale per
i Minori di Cagliari, collegata alla Procura, al Centro
di Giustizia Minorile, agli enti preposti alla cura e
alla tutela dei nostri bambini, dei nostri ragazzi.
Ed è a disposizione di tutti coloro che la vogliono
utilizzare: GRATIS - proprio perché siamo ladri e
approfittatori.
Ricordare questa giornata, insieme, nel 2012, avendo
intrapreso un’azione concreta e importante a favore di
questi minori non sarebbe più giusto e più bello?
Confido per questo in un Suo intervento e La saluto con
la speranza di poter presto dare un seguito concreto a
questa lettera.
Ugo Bressanello
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La Repubblica
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